mercoledì 29 aprile 2020

#iorestoacasa e ...

... ascolto il silenzio della città ...

Diego Neculiseanu


... penso che ...
Lorenzo Esposito

 ... e scrivo ...
Maria Francesca Ieriti



venerdì 17 aprile 2020

Netiquette DAD


Le regole da rispettare durante le lezioni on-line riassunte dalla classe 3^C

mercoledì 1 aprile 2020

Haiku alla finestra

Noi delle classi prime abbiamo provato a comporre degli HAIKU* guardando fuori dalle nostre finestre, provando ad ascoltarci e a capire quali sensazioni suscitava in noi il paesaggio in questi giorni di quarantena.

*poesia inventata in Giappone, composta da tre versi di una riga ciascuno, secondo lo schema 5 sillabe - 7 sillabe - 5 sillabe 



 












venerdì 27 marzo 2020

Ciao, mi chiamo Rebecca e ho dodici anni

Ciao, mi chiamo Rebecca e ho dodici anni. Oggi al telegiornale hanno detto che le scuole chiuderanno per una settimana ed io sono felicissima, non ne potevo piú di fare i compiti!

Ciao, sono Rebecca e oggi mia mamma ha detto che staremo a casa un’altra settimana.
Che noia, a casa non c'è niente da fare!

Ciao, sono sempre io, mio fratello ha iniziato a fare le videolezioni, forse le faremo anche noi, spero tanto. Qui mi annoio o litigo, non so piú che fare.

Ciao, sono iniziate le lezioni online, ma mi annoio comunque. Non l'avrei mai detto ma mi manca la scuola. Anche se é un freddo edificio, all'interno si trovano persone fantastiche.

Ciao, oggi in TV hanno detto che non si puó piú uscire. A casa faccio i compiti e basta, è tutto cosí brutto. Dalla finestra della mia camera vedo gli uccellini che si posano sui rami.
Loro possono parlare quanto vogliono. Possono stare vicini. Possono andare dove vogliono senza che qualcuno glielo impedisca. Io, invece, posso solo scrivere su questo foglio, pensando alle risate fatte in compagnia. Mi mancano la confusione, le sgridate dei professori, stare insieme ai miei amici. Solo adesso ho capito veramente cosa significa non poter vedere piú una persona di cui, magari prima, vedendola tutti i giorni, ignoravi quanto le volessi bene. Perché è proprio quando ti manca qualcosa che ti accorgi del suo valore.
Vi sono persone come E., L., N. e R. che stimo tantissimo, perché loro, a differenza mia, sanno dirti le cose guardandoti dritto negli occhi, investendoti con la loro sinceritá. Senza abbassare lo sguardo. Mai. Hanno un coraggio che vorrei avere più di ogni altra cosa.

Non so se quello che sto per dirvi riuscirò a ripeterlo in futuro, sempre se ce ne sarà uno, peró io vi voglio bene, senza distinzioni tra maschi e femmine, perché siete voi che mi rendete la vita piú divertente e bella. Ogni giorno.

Ciao, mi chiamo Rebecca, ho dodici anni e rivoglio indietro la mia vecchia vita.

venerdì 6 marzo 2020

M'illumino di meno 2020

Vi mostriamo una selezione dei volantini realizzati dalle classi terze delle sezioni A,B e C sul risparmio energetico, in occasione della giornata M'Illumino di Meno 2020.

In particolare, abbiamo pensato ad un volantino per sensibilizzare i nostri coetanei al risparmio energetico.

Stella Catellani 
Renata Certan


Christian Flori 
Elisa Ciriolo


Silvia Corsino

Sara Del Nevo

Caterina Del Rio 
Louis Mali


Ida Omari

Manuela Settecasi

lunedì 24 febbraio 2020

Piantare alberi, costruire altalene (e pubblicare blog)

Albert Camus, il mio caro fratello Camus, in un pigro pomeriggio crepuscolare - i momenti di pigrizia sono i più creativi, è in essi che gli dèi ci aprono gli occhi affinché vediamo quello che non avevamo mai visto - ha scritto questa frase nel suo diario: "Se durante il giorno sembra che gli uccelli volino senza destino, a sera si direbbe che trovino sempre la direzione. Volano verso qualche meta. Così, forse, la sera della vita...".


È così: quando si è giovani si vola in tutte le direzioni. Le opportunità attorno a noi sono molte e non vogliamo perderne nessuna. Da vecchi, ci rendiamo conto che una vale più di molte. 

"Purezza di cuore", diceva Kirkegaard, "è desiderare una cosa sola".
Chi ha molte speranze è un mucchio di cocci di vetro. Chi ha una sola speranza è una vetrata colorata di cattedrale. 
La mia vetrata è una scena: l'albero e i bambini sull'altalena.
È una scena paradisiaca. Mi sento felice solo a immaginare la gioia dei bambini. Nella vecchiaia i gusti alimentari delle persone cambiano: è sufficiente che ci sia data da mangiare ogni giorno l'immagine della felicità dei nostri nipotini.

Emily Dickinson ha scritto questa piccola deliziosa poesia: "Per fare un prato / ci vuole un trifoglio e un'ape! Un trifoglio, un'ape / e fantasia! Ma, se mancano le api, basta la fantasia". Bella e bugiarda! Questo è un difetto dei poeti. Se manca il cibo solido essi frequentemente mentono e fanno finta (come ha confessato Fernando Pessoa: "Il poeta è un fingitore") che le loro bugie siano cibo. 

Era il caso della solitaria Emily, che si alimentava di prati virtuali. Io potrei anche mangiare cibi simili se fossi l'unica persona coinvolta. Ma i miei nipotini non sono virtuali. Sono bambini in carne ed ossa. Per loro la fantasia non basta. Quindi, per me, il finale della poesia dovrebbe essere un altro: "Ma, se mancano le api, dovrò chiamarle". Sarebbe facile se avessi un flauto magico, come quello della storia del pifferaio di Hamelin: suonerei la musica incantata e le api mi seguirebbero.
Poiché non ho il flauto, non mi resta altro da fare se non ciò che più gli si avvicina: tento di essere un educatore. 
L'educatore è un creatore di mondi.
Il suo desiderio è essere un dio, perché se lui fosse un dio potrebbe creare, da solo, il suo paradiso.
Gli basterebbe dire la parola magica e l'albero con l'altalena e i bambini apparirebbero.
Siccome non è un dio - avendo solo il sogno degli dèi senza averne il potere - non gli rimane che andare in giro per il mondo a parlare dei suoi sogni.

Mi viene alla mente l'immagine di quel fiore di campo, una pallina di sementi bianche: si soffia e le sementi escono volando come se fossero paracaduti, per andare a nascere là, lontano, dove il vento le ha portate. Così è l'educatore: una manciata di sementi-parole dove si incontra il sogno che lui desidera piantare. L'educatore manciata di sementi: una specie in via d'estinzione. 

Prolificano invece i professori, specialisti nell'insegnare pezzi e frammenti (ogni materia un frammento). Siccome sono a servizio della scienza, a loro non rimane altra alternativa, perchè solo i pezzi e i frammenti possono essere trattati con obiettività scientifica. 
Ma l'obiettività scientifica, da sola, non è sufficiente perché qualcuno desideri piantare un albero e fare un'altalena. Per questo è necessario l'amore. 
La mia tristezza è provocata da questa constatazione: tutto indica che il mio sogno non si realizzerà. Le api sono poche, gli uccelli predatori sono molti. I prati vengono progressivamente sostituiti da cose morte.

Edward E. Cummings disse che "mondi migliori non si costruiscono: nascono". Ma da dove nascono? L'amore è l'unico potere da dove le cose nascono. 
Ecco ciò che cerco di fare come educatore: insegnare l'amore. 
I teorici dell'educazione rideranno di me - perché quello che a loro interessa è la trasmissione della conoscenza.
[...]
Cerco colleghi nel compito di piantare alberi e costruire altalene.


brano tratto da libro di Rubem Alves Pedagogia del desiderio (EDB, Bologna 2015)



il blog della scuola media L. Vicini